Data Act e prodotti connessi: chi può utilizzare i dati generati da macchinari e dispositivi?
Automobili, elettrodomestici, dispositivi medici, impianti industriali e macchinari agricoli generano continuamente dati durante il loro utilizzo. Fino a oggi, tuttavia, tali informazioni sono rimaste spesso nella disponibilità esclusiva del produttore o del fornitore del servizio collegato.
Il Data Act, ossia il Regolamento (UE) 2023/2854, introduce nuove regole per rendere questi dati maggiormente accessibili e utilizzabili. Il Regolamento si applica dal 12 settembre 2025 e interessa, tra gli altri, produttori di dispositivi connessi, fornitori di applicazioni e servizi digitali e imprese che utilizzano macchinari intelligenti.
Che cosa si intende per prodotto connesso?
Un prodotto connesso è un bene capace di raccogliere, generare o comunicare dati relativi al proprio utilizzo o all’ambiente circostante.
Rientrano in questa categoria, ad esempio:
· un’automobile connessa;
· un macchinario industriale dotato di sensori;
· un dispositivo per il monitoraggio della salute o dell’attività fisica;
· un elettrodomestico controllabile tramite applicazione;
· un impianto di climatizzazione intelligente;
· un robot o un macchinario agricolo.
Il Data Act si applica anche ai cosiddetti servizi correlati, come le applicazioni necessarie per controllare il dispositivo o modificarne il funzionamento.
A chi appartengono i dati?
Il Data Act non stabilisce semplicemente che tutti i dati “appartengono” all’utilizzatore. Introduce, piuttosto, specifici diritti di accesso, utilizzo e condivisione.
L’utilizzatore può essere un consumatore oppure un’impresa che possiede, prende in leasing o noleggia il prodotto. Ad esempio, un’impresa che utilizza un macchinario industriale può chiedere di accedere ai dati relativi al suo funzionamento, alle prestazioni, ai consumi o alle necessità di manutenzione.
L’accesso deve avvenire, in linea generale, mediante una procedura semplice e gratuitamente per l’utilizzatore. I dati possono inoltre essere trasmessi, su richiesta dell’utilizzatore, a un soggetto terzo: per esempio, a un manutentore indipendente o a un fornitore di servizi di analisi.
Questo può avere conseguenze importanti sul mercato dei servizi successivi alla vendita. Il cliente non sarà necessariamente costretto a rivolgersi al produttore per la manutenzione o la riparazione, ma potrà mettere i dati a disposizione di operatori alternativi.
Quali dati devono essere messi a disposizione?
Sono interessati soprattutto i dati grezzi e quelli sottoposti a una prima elaborazione, generati dall’utilizzo del prodotto e già disponibili per il produttore o per il fornitore del servizio.
Possono rientrarvi, ad esempio, informazioni relative a:
temperatura, pressione o velocità;
posizione e accelerazione;
consumi energetici;
tempi e modalità di utilizzo;
stato di funzionamento;
errori e necessità di manutenzione.
Restano invece generalmente esclusi i contenuti, come i film visualizzati su una smart TV, e i dati significativamente elaborati o arricchiti attraverso specifiche analisi del produttore.
Il produttore può continuare a utilizzare i dati?
Il produttore o il fornitore del servizio non può dare per scontato di poter utilizzare liberamente tutti i dati non personali generati dal prodotto. Il Data Act richiede che tale utilizzo sia regolato da un accordo con l’utilizzatore.
Diventa quindi essenziale verificare le condizioni di vendita, noleggio o licenza e stabilire in modo chiaro quali dati sono generati, chi può accedervi, per quali finalità possono essere utilizzati, se possono essere condivisi con altri soggetti e per quanto tempo vengono conservati.
Il contratto non può tuttavia eliminare o limitare ingiustificatamente i diritti riconosciuti all’utilizzatore dal Regolamento.
Che cosa accade in caso di segreti commerciali?
L’obbligo di condivisione dei dati non elimina la tutela dei segreti commerciali.
Il produttore può chiedere l’adozione di misure adeguate per proteggere le informazioni riservate, come accordi di confidenzialità, limitazioni nell’accesso o misure tecniche di sicurezza.
La presenza di un segreto commerciale, però, non consente automaticamente di rifiutare qualsiasi accesso. Il rifiuto è ammesso soltanto in circostanze limitate, quando possa essere dimostrato un rischio elevato di grave danno economico derivante dalla divulgazione.
Data Act e GDPR
I dati generati da un prodotto connesso possono contenere anche dati personali. Si pensi alla posizione di un’automobile, ai dati raccolti da un dispositivo indossabile o alle informazioni sull’utilizzo di un’applicazione.
In questi casi il Data Act si applica insieme al GDPR. La trasmissione dei dati personali deve quindi fondarsi su un’idonea base giuridica e rispettare i principi di trasparenza, minimizzazione e sicurezza. Il diritto di accesso previsto dal Data Act non sostituisce né modifica i diritti riconosciuti agli interessati dal GDPR.
Che cosa devono fare le imprese?
Le imprese interessate dovrebbero innanzitutto individuare i prodotti connessi e i servizi digitali offerti, verificando quali dati vengono effettivamente generati e chi ne ha il controllo.
È poi opportuno:
· aggiornare le informazioni fornite al cliente prima della vendita o della sottoscrizione del contratto;
· rivedere le clausole relative all’accesso e all’utilizzo dei dati;
· predisporre una procedura semplice per gestire le richieste degli utilizzatori;
· stabilire modalità sicure per la trasmissione dei dati a soggetti terzi;
· individuare le informazioni qualificabili come segreti commerciali;
· coordinare gli adempimenti del Data Act con quelli previsti dal GDPR.
Un’ulteriore scadenza riguarda i prodotti connessi immessi sul mercato dopo il 12 settembre 2026: essi dovranno essere progettati e realizzati in modo che i dati siano, per impostazione predefinita, facilmente, gratuitamente e, quando possibile, direttamente accessibili all’utilizzatore. Ciò richiederà un coordinamento non soltanto legale, ma anche tecnico e progettuale.
Il Data Act non è quindi soltanto una normativa sulla circolazione dei dati. Le nuove regole possono incidere sul modo in cui vengono progettati i prodotti, redatti i contratti e organizzati i servizi di manutenzione e assistenza. Per le imprese produttrici e utilizzatrici di dispositivi connessi, una verifica tempestiva dei flussi di dati rappresenta il primo passo per individuare gli obblighi applicabili e le nuove opportunità commerciali.