Funzione di recesso digitale: verso un nuovo modello di tutela del consumatore

Con il D.lgs. 31 dicembre 2025, n. 209, in vigore dal 23 gennaio 2026, il legislatore italiano ha dato attuazione alla Direttiva (UE) 2023/2673, intervenendo sulla disciplina dei contratti a distanza e sul diritto di recesso nei rapporti online.

La novità più rilevante consiste nell’introduzione, come disposizione di carattere generale per tutti i contratti conclusi a distanza, del nuovo art. 54-bis nel Codice del Consumo. Tale norma prevede che, per i contratti online conclusi a decorrere dal 19 giugno 2026, i professionisti debbano mettere a disposizione del consumatore una specifica funzione per esercitare il diritto di recesso, predisponendo un vero e proprio “pulsante di recesso” direttamente accessibile all’interno dell’interfaccia digitale.

Questa funzione deve rispettare requisiti rigorosi:

  • deve essere chiaramente visibile e sempre accessibile durante il periodo utile per esercitare il recesso;

  • deve utilizzare formulazioni inequivoche, come “recedere dal contratto qui”;

  • deve consentire un’operatività semplice, permettendo al consumatore di inserire o confermare i dati essenziali per il recesso;

  • deve articolarsi in una procedura in due fasi, con l’invio della dichiarazione di recesso e successiva conferma da parte del professionista;

  • deve garantire la tracciabilità, imponendo al professionista di trasmettere senza ritardo una ricevuta su supporto durevole, comprensiva del contenuto della dichiarazione e del momento della trasmissione.

Parallelamente, il legislatore ha modificato anche l’art. 49 del Codice del Consumo, in particolare il comma 1, lett. h), ampliando gli obblighi informativi precontrattuali: il professionista è ora tenuto a indicare non solo condizioni, termini e modalità del recesso, ma anche presenza e collocazione della funzione di recesso all’interno dell’interfaccia digitale.

Le nuove disposizioni comportano impatti rilevanti per gli operatori economici, soprattutto per le piattaforme di e-commerce e i fornitori di servizi digitali. Tra gli interventi richiesti figurano infatti:

  • la revisione delle interfacce UX/UI per assicurare la visibilità e accessibilità del pulsante di recesso;

  • l’integrazione con i sistemi interni (come CRM, logistica e gestione dei rimborsi);

  • l’aggiornamento delle condizioni generali di contratto e delle informative;

  • l’adozione di sistemi di tracciabilità idonei a dimostrare la corretta gestione delle richieste di recesso

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