Con sentenza del 20 febbraio scorso nel procedimento avente R.G. n. 33063/10, il Tribunale di Torino ha condannato in solido la RAI e il giornalista Corrado Formiglio a risarcire alla FIAT la somma di € 5.000.000 per il danno cagionatole dalla denigrazione della Alfa Mito effettuata in una puntata della trasmissione televisiva “Annozero” seguita da oltre 5 milioni di persone.

Nella puntata televisiva in questione Formigli aveva messo a confronto la Mito con altre due autovetture sportive di case concorrenti, presentando i risultati di una gara di velocità condotta da Annozero in cui la Mito risultava asseritamente perdente. Formigli affermava peraltro che il medesimo test era stato precedentemente condotto anche dalla nota rivista Quattroruote che pure sarebbe arrivata a risultati negativi per la Mito. Tuttavia, secondo quanto accertato dal Tribunale e dai consulenti tecnici d’ufficio (CTU), “l’informazione veicolata nel corso della trasmissione Annozero era oggettivamente incompleta e parziale e quindi atta ad indurre il telespettatore medio ad una percezione errata del confronto tra le autovetture“, con ciò cagionando un danno ingiusto alla Fiat posto che in realtà la Mito non risultava affatto inferiore alle due concorrenti, e la stessa Quattrotuote le aveva dato la valutazione complessiva più alta (85/100 contro gli 83/100 e 82/100 dati alle altre due). (…)

Nella propria decisione il Tribunale rileva in particolare, con riferimento ai commenti con cui Formigli aveva accompagnato la narrazione della gara (tipo “s’è presa tre secondi!“), che “è evidente l’intrinseca attitudine lesiva delle sue inequivocabili parole e dei suoi ripetuti atteggiamenti … a danno della reputazione della vettura Mito“. Formiglio, osserva il Tribunale “ha violato due volte la verità della notizia; la prima volta sotto il profilo della non verità del fatto oggetto della notizia (l’essere l’Alfa Mito tecnicamente perdente rispetto alla Mini e alla Citroen) , e, la seconda volta, sotto il profilo della non verità della notizia in sè (l’avere la Rivista Quattroruote presentato la vettura Alfa Mito come perdente…); il tutto mediante tendenziosi accostamenti di parole e concetti atti a rappresentare la realtà in modo deformato“.

Tale comportamento denigratorio di Formigli, costituente atto illecito nei confronti della FIAT (non giustificato dall’esercizio del diritto di cronaca, posto che questo richiederebbe la verità della notizia che in quel caso invece risultava mancare), secondo il Tribunale avrebbe cagionato alla FIAT un danno patrimoniale pari ad € 1.750.000 ed un danno non patrimoniale di € 5.250.000: il primo calcolato sulla base della somma necessaria a porre in essere una efficace campagna di contro-informazione; il secondo calcolato in via equitativa, tenuto conto della lesione alla reputazione dell’azienda, della gravità dell’offesa, delll’intensità del dolo o della colpa, della notorietà dell’azienda e del clamore suscitato dalla notizia.

Di tale danno totale, pari a € 7.000.000, il Tribunale ha poi ritenuto che l’equivalente di 2.000.000 potesse essere risarcito “in forma specifica” mediante pubblicazione della sentenza di condanna sui principali giornali nazionali, con pagamento invece degli altri 5.000.000 (oltre alle spese processuali per circa € 100.000 e ai costi della CTU) a carico di Formigli in solido con la RAI, essendo questa responsabile dei danni cagionati dall’atto illecito del suo dipendente (secondo quanto statuito dall’art. 2049 c.c.). Assolto invece il conduttore Santoro, ritenuto estraneo sia all’organizzazione della gara sia ai commenti denigratori.