Lo scorso 12 settembre è stata adottata una direttiva europea a modifica della direttiva 2006/116/EC sulla durata della protezione di diritto d’autore e diritti connessi. La modifica così approvata estende a 70 anni dalla fissazione dell’opera (contro i precedenti 50) la durata dei diritti attribuiti agli interpreti musicali ed ai produttori dei fonogrammi; lo scopo è dichiaratamente quello di garantire introiti prolungati agli interpreti medesimi ed all’industria discografica.

La direttiva contiene inoltre misure volte a sostenere gli interpreti, prevedendo che essi possano riappropriarsi dei loro diritti sulla loro interpretazione se le loro case discografiche non mantengono in commercio le opere nel “periodo di estensione”, ovvero dopo la scadenza dei 50 anni (c.d. clausola “use it or lose it”). Qualora nè il produttore nè l’interprete vogliano commercializzare l’opera, questa cesserà invece di godere della tutela: ciò per evitare che l’estensione della durata dei diritti “blocchi” anche le registrazioni musicali per le quali non esiste interesse commerciale. Gli Stati membri avranno due anni di tempo per adeguare le loro norme interne a quella europea.