Lo scorso 24 maggio la Rete Europea della Concorrenza (European Competition Network -“ECN”), di cui fanno parte la Commissione Europea (“CE”) e le autorità garanti della concorrenza dei 27 Stati membri (National Competition Authorities -“NCAs”), ha pubblicato un report sull’enforcement delle normativa antitrust nel settore alimentare. Il report fa seguito alle richieste di spiegazioni da parte dei membri del Parlamento Europeo sulle attività svolte dalle NCAs in tale settore, oggetto di interesse sempre crescente da parte delle autorità nazionali e comunitarie.

Sotto la lente d’ingrandimento è finito il modus operandi delle NCAs nel periodo 2004 – 2011. Secondo quanto emerge dal report, in tale arco temporale le NCAs hanno avviato oltre 180 procedimenti per violazione delle norme antitrust, dei quali circa 120 si sono conclusi con l’accertamento della violazione, mentre 60 sono tuttora pendenti. Le violazioni risultano realizzate in particolare attraverso la creazione di cartelli per la fissazione dei prezzi, la ripartizione dei mercati e dei clienti, lo scambio di informazioni commerciali sensibili, oltre che attraverso patti di non-concorrenza e pratiche di esclusione nei riguardi di agricoltori e fornitori concorrenti. (…)

Nell’ambito dei lavori dell’ECN, le NCAs hanno peraltro colto l’occasione per chiedere una riforma della normativa che modifichi o revochi leggi che ostacolano lo sviluppo di negozi al dettaglio e l’adozione di codici o leggi per combattere le pratiche commerciali scorrette.

In generale, ciò che emerge è quindi un’attenzione sempre maggiore – a livello comunitario e nazionale – per questo genere di problematiche, e quindi la crescente necessità per gli operatori del settore di acquisire piena consapevolezza della normativa che regolamenta la materia, per evitare di incorrere in violazioni e nelle conseguenti sanzioni.