(di Francesca Maculan)

La Commissione Europea (“CE”) ha recentemente pubblicato il rapporto 2012 sull’attività delle autorità doganali nell’ Unione Europea (“UE”) a tutela dei diritti di proprietà intellettuale. La relazione, che a partire dal 2000 viene stilata annualmente sulla base dei dati trasmessi alla CE dalle amministrazioni doganali nazionali, presenta una serie di statistiche che riassumiamo brevemente di seguito in relazione al numero, al tipo, alla provenienza e alle modalità di trasporto delle merci contraffatte fermate alle frontiere dell’UE.

Dalla relazione emerge che in un anno il numero di singoli articoli sottoposti a blocco doganale è diminuito dai 115 milioni del 2011 ai 40 milioni nel 2012. Ciononostante, il numero totale di interventi (ovvero di blocchi di merci contraffatte da parte dell’autorità doganale) è rimasto stabile, aggirandosi sempre intorno a 90 mila. Circa il 70% degli interventi è stato effettuato su piccole spedizioni di beni acquistati online; il 23% dei sequestri realizzati nell’ambito del traffico postale riguarda peraltro farmaci contraffatti.

Il principale paese di provenienza di prodotti contraffatti resta la Cina, tuttavia per determinate categorie di beni esistono zone specifiche di provenienza, ad esempio il Marocco per i prodotti alimentari e Hong Kong per CD, DVD e prodotti del tabacco quali le sigarette elettroniche e le relative ricariche liquide. Nella quasi totalità dei casi al blocco delle merci segue la loro distruzione o l’apertura di un procedimento per l’accertamento della violazione. Solo una minima parte delle merci viene rilasciata perchè non contraffatta o perchè il titolare del diritto non ha intrapreso alcuna azione dopo la notifica del blocco da parte delle dogane.

In linea con gli anni passati, anche nel 2012 la maggior parte degli articoli bloccati costituiva contraffazione di marchi. Quanto ai diritti su design e modelli, gli interventi hanno interessato soprattutto giocattoli, articoli per la cura del corpo quali lamette o spazzole, orologi e calzature. Per quanto riguarda invece le violazioni di copyright, le categorie interessate sono state giocattoli, abiti e CD/DVD. Infine, farmaci e apparecchi audio/video sono stati bloccati per sospette violazioni brevettuali.

I dati esposti nella relazione mostrano in generale una sempre maggiore collaborazione tra autorità doganali e titolari dei diritti di proprietà intellettuale: dal 2002 al 2012, infatti, il numero delle domande di intervento doganale presentate negli Stati Membri è passato da 1.671 a 23.134. Peraltro, dal 2014 entrerà in vigore il nuovo Regolamento UE sul monitoraggio doganale (di cui abbiamo parlato qui in questo blog), che ampia il novero dei diritti tutelabili e fa quindi ipotizzare un ulteriore incremento delle domande.