L’Italia, rivedendo la sua iniziale decisione in materia, ha recentemente acconsentito a partecipare alla costituzione della Corte europea dei brevetti, che mira a creare un sistema giurisdizionale unico per la soluzione delle controversie relative ai brevetti europei e ai c.d. brevetti comunitari in via di istituzione.

Resta in piedi invece il ricorso italiano depositato a maggio contro il nuovo brevetto comunitario, la cui istituzione va in parallelo con la creazione della Corte in questione. In particolare, ciò che l’Italia contesta è l’utilizzo, quali lingue legalmente vincolanti, delle sole lingue inglese, francese e tedesco: secondo il nostro governo tale decisione ci discriminerebbe, per cui si dovrebbe o includere tutte le lingue principali e quindi anche l’italiano, o limitarsi al solo uso della lingua inglese. Anche su questo punto, tuttavia, c’è chi auspica un passo indietro del governo italiano; vedremo come proseguiranno le trattative.