Dopo le numerose contestazioni degli ultimi giorni, l’AGCOM ha oggi approvato a larga maggioranza (7 voti a favore, uno contrario – Nicola d’Angelo – e un astenuto) lo schema di regolamento per la tutela del diritto d’autore su internet, che sarà aperto alla consultazione pubblica per 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, con l’obiettivo, dice l’AGCOM nel suo comunicato stampa reperibile qui, “di acquisire tutte le proposte e le osservazioni dei soggetti interessati“.

Lo schema di regolamento è composto di due parti. Nella prima parte vengono proposte misure per favorire l’offerta legale di contenuti e l’accesso ai contenuti da parte degli utenti; tra le misure in questione troviamo: l’elaborazione di codici di condotta per i gestori dei website e i fornitori di contenuti; la semplificazione delle modalità di acquisto dei contenuti da parte degli utenti e la riduzione dei relativi costi; l’adozione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali; l’elaborazione di accordi collettivi di licenza; la realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti. (…)

La seconda parte dello schema di regolamento riguarda invece le misure che più hanno fatto discutere, ovvero quelle poste a tutela del diritto d’autore che prevedono l’intervento dell’AGCOM per il caso di diffusione online di contenuti in violazione di copyright. La procedura prevede che sia in primo luogo il gestore del sito a dover rimuovere i contenuti illeciti se riconosce che essi sono di titolarità di chi lamenta la violazione del proprio copyright (procedura di c.d. “notice and take down“). Successivamente, se insoddisfatti della procedura di notice and take down, sia il titolare dei diritti d’autore che ne afferma la violazione che il soggetto che tali contenuti aveva caricato online possono ricorrere all’AGCOM, che potrà ordinare la rimozione ovvero il ripristino dei contenuti a seconda di quale richiesta riterrà fondata.

La procedura avanti all’AGCOM, in relazione alla quale viene assicurato il contraddittorio tra le parti interessate, è in ogni caso alternativa e non sostitutiva rispetto a quella giudiziaria, e si blocca nel caso in cui una delle parti ricorra all’autorià giudiziaria. Detta procedura, inoltre, in ossequio al principio del fair use, non intacca i website non aventi scopo commerciale nè i contenuti costituenti esercizio del diritto di cronaca o aventi finalità didattiche / scientifiche, nè le riproduzioni parziali di contenuti che non nuocciano al loro sfruttamento commerciale.