L’istruttoria avviata il 26 ottobre 2010 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) contro l’azienda farmaceutica Pfizer, per abuso di posizione dominante in relazione ai sui brevetti sul principio attivo “latanoprost” a discapito dei corrispondenti farmaci generici, si è conclusa lo scorso 17 gennaio con la comminazione a Pfizer di una sanzione di 10,6 milioni di euro.

Il recente provvedimento dell’AGCM deriva dalla segnalazione effettuata nel 2010 dalla società produttrice di farmaci generici Ratiopharm; quest’ultima era infatti in procinto di vedere inclusi nella lista di trasparenza dell’AIFA i propri generici del farmaco Pfizer “Xalatan” a base di latanoprost, quando si è vista fronteggiare da Pfizer, la quale opponeva – sia sul piano amministrativo che davanti ai giudici ordinari – che i farmaci generici avversari violassero il brevetto Pfizer EP 1225168 sul principio attivo in questione. (…)

Di fronte all’attacco di Pfizer, Ratiopharm opponeva che questa stesse facendo valere dei brevetti non validi al solo scopo di ritardare l’entrata sul mercato dei farmaci generici e mantenere la propria quota di mercato. Di qui l’apertura dell’istruttoria, che ha visto l’AGCM analizzare numerosi documenti interni a Pfizer (in particolare la corrispondenza tra la casa madre statunitense e le filiali nazionali) e concludere per l’esistenza di una strategia escludente messa consapevolmente in atto dal colosso farmaceutico.

Il provvedimento sanzionatorio dell’AGCM appare in realtà poco solido nell’analisi e interpretazione della normativa brevettuale e delle azioni intraprese da Pfizer sulla base di tale normativa. Ciò farà certo discutere, e probabilmente darà notevoli appigli a Pfizer per l’impugnazione che l’azienda ha già dichiarato di voler proporre contro la sanzione.