Con decisione dello scorso 6 marzo, la Commissione Europea (“CE”) ha imposto a Microsoft una multa da 561 milioni di Euro per il mancato rispetto degli impegni presi dall’azienda statunitense all’esito della nota indagine per abuso di posizione dominante avviata dalla medesima CE. Come è noto, infatti, nel corso dell’indagine era emersa la prassi di Microsoft di inserire sistematicamente il proprio browser Internet Explorer all’interno dei propri sistemi operativi Windows, così impedendo di fatto la libera scelta del sistema di navigazione da parte dei consumatori. Il procedimento per abuso di posizione dominante era stato quindi chiuso dopo che Microsoft si era formalmente vincolata a rendere disponibile agli utenti un’apposita schermata di scelta del browser che consentisse loro di selezionare in modo informato e imparziale il browser da utilizzare sul proprio pc fra quelli maggiormente diffusi.

Tuttavia, la schermata in questione non sarebbe risultata visualizzabile nella versione Windows 7 Service Pack 1 dall’1 maggio 2011 al luglio 2012, precludendo la possibilità di scelta a 15 milioni di utenti. Microsoft riconduceva l’accaduto solo ad un errore tecnico, ammettendo pienamente la propria responsabilità in merito. Motivazione non sufficiente per la CE che ha giudicato la condotta di Microsoft un inadempimento degli impegni assunti, indipendentemente dalla volontarietà o meno dello stesso. Da qui la decisione del mese scorso della CE di imporre all’azienda produttrice di software una sanzione esemplare calcolata in base alla gravità e alla durata dell’infrazione  – protrattasi per più di un anno – con la sola attenuante per Microsoft dello spirito collaborativo dimostrato nel corso degli accertamenti.