di Alberto Bertella

Lo scorso 31 luglio è stato reso pubblico l’annuale report della Commissione Europea sulle azioni poste in essere dalle dogane europee per contrastare l’importazione di prodotti sospettati di violare diritti di proprietà industriale.

I dati forniti dalla Commissione mostrano una leggera flessione (4%) nel numero di casi di sospette violazioni di diritti di proprietà intellettuale registrati nel 2013 rispetto al 2012. A fronte di questa sostanziale stabilità, è stata tuttavia registrata una notevole diminuzione del numero di prodotti sottoposti a sequestro: mentre nel 2008 si registrarono ben 178.908.274 unità sequestrate, lo scorso anno i prodotti sequestrati sono stati soltanto 35.940.294, per un valore (dei beni contraffatti) di oltre 760 milioni di euro. L’alto numero di casi, a fronte della notevole diminuzione dei beni sequestrati, viene ricondotto all’incremento del commercio elettronico, caratterizzato da molte operazioni per limitate quantità di prodotti l’una.

La maggior parte dei prodotti sottoposti a sequestro è riconducibile alla categoria dell’abbigliamento (12,33%), seguito dai farmaci (10,10%) e dalle sigarette (8,95%). Quanto al numero di casi registrati, le scarpe sportive sono risultate essere i beni più interessati dalla contraffazione (17,92%), seguite dai vestiti (17,36%) e dagli accessori di pelletteria, come borse e portafogli (13,21%).

Il paese maggiormente coinvolto nelle esportazioni dei prodotti contraffatti è la Cina (66,12%), seguita da Hong Kong (13,31%) e dalla Grecia (5,83%). Il maggior numero di sospette violazioni di diritti di proprietà intellettuale si è riscontrato in prodotti che viaggiavano a mezzo postale o tramite corriere (72%). Coerentemente con la limitata capienza di questi mezzi di trasporto, tuttavia, la maggioranza dei prodotti sequestrati è stata importata tramite trasporto navale (62,62%).

In conclusione, la Commissione ha rilevato come sia fondamentale, per la tutela dei consumatori e lo sviluppo dell’economia europea, sviluppare una forte collaborazione con le autorità degli Stati non europei. In particolare, è stata la segnalata la necessità di un continuo scambio di dati statistici, della creazione di una rete di esperti nei punti chiave per il traffico commerciale, della promozione di una collaborazione tra le forze dell’ordine e autorità, dello sviluppo di partnership imprenditoriali e dello scambio di conoscenze ed esperienze nel campo della tutela dei diritti di proprietà intellettuale.