La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) si è pronunciata oggi in materia di tutela dei diritti d’autore del fotografo sul ritratto fotografico, in un caso (C-145/10) per la verità peculiare in cui il fotografo lamentava la lesione dei suoi diritti ad opera dei mass-media che avevano diramato sue fotografie per ritrovare la persona in esse ritratta dopo la sua scomparsa.

Al di là della evidente prevalenza di altri interessi nel caso di specie (chiaramente riconosciuta dalla CGUE che ha ritenuto legittimo l’uso delle fotografie), la Corte ha comunque affrontato il tema della tutela autoristica del ritratto fotografico ricordando che il diritto d’autore protegge gli oggetti originali, vale a dire quelli considerati una creazione intellettuale dell’autore che ne rispecchiano la personalità, ciò che si verifica se l’autore ha potuto esprimere le sue capacità creative nella realizzazione dell’opera effettuando scelte libere e creative. (…)

Nel caso del ritratto fotografico, dice la CGUE, l’autore può in effetti compiere diverse scelte libere e creative: ad esempio scegliere lo sfondo, la messa in posa della persona da fotografare, l’illuminazione, l’inquadratura, l’angolo di ripresa, la tecnica di sviluppo. Attraverso tali differenti scelte, l’autore di un ritratto fotografico è quindi in grado di imprimere il suo «tocco personale» ed esprimere le proprie capacità creative nell’opera creata, ed in tal caso il ritratto fotografico così realizzato è protetto dal diritto d’autore.

In tale situazione è peraltro necessario, quando si mette lecitamente l’opera a disposizione del pubblico, citare il nome dell’autore. Appare peraltro difficilmente sostenibile che tale nome non si conosca qualora le foto vengano fornite da agenzie di stampa; ma se invece in effetti non lo si conosce, è sufficiente indicare la fonte della fotografia senza il nome dell’autore della stessa.