La Cassazione penale si è recentemente pronunciata sulla possibilità di disporre il sequestro preventivo di un articolo pubblicato su un blog, concludendo per la soluzione affermativa.

Il caso riguarda un articolo dal titolo “Basso Impero” pubblicato sul blog www.societàcivile.it/blog. Nel maggio 2010 il GIP ne aveva disposto il sequestro in quanto contenente espressioni ritenute lesive della dignità e dell’onore di una europarlamentare italiana, e il sequestro era stato poi confermato il mese successivo dal Tribunale di Milano in funzione di Giudice del Riesame (ordinanza n. 157/2010). L’imputato aveva quindi proposto ricorso per Cassazione contro l’ordinanza milanese, tra l’altro in quanto non era ancora stata accertata definitivamente la diffamatorietà delle frasi “incriminate”. La Suprema Corte ha però rigettato il ricorso, confermando il sequestro, con sentenza n. 7155 depositata ieri 24 febbraio 2011. (…)

La Cassazione spiega che, in conformità con la libertà di stampa sancita dall’art. 21 della Costituzione, non è possibile limitare la diffusione via internet di un articolo giornalistico quale manifestazione del pensiero del suo autore; ciò, tuttavia, a patto che l’articolo non violi diritti aventi “pari dignità costituzionale” e/o le norme di legge. Nel caso specifico, la Corte rileva che sia il GIP che il Tribunale di Milano avevano ritenuto sussistente il “fumus commissi delicti” – ovvero la probabilità di effettiva consumazione del reato – nonché il pericolo di aggravamento del reato a causa del fatto che le frasi ritenute diffamatorie erano state mantenute in rete nonostante la pendenza del procedimento penale. Poiché le motivazioni espresse da GIP e Tribunale a riguardo apparivano logiche e correttamente ispirate ai principi di legge, la Cassazione ha ritenuto legittimo il rigetto del ricorso.