L’11 aprile scorso è entrato in vigore il decreto legislativo n. 35/2017 che, non senza qualche ritardo, ha recepito in Italia la c.d. Direttiva Barnier, ossia la Direttiva 2014/26/UE in materia di gestione collettiva dei diritti d’autore e concessione di licenze multi-territoriali per l’uso di opere musicali online.

Grazie a tale decreto anche in Italia viene oggi riconosciuta ai titolari dei diritti d’autore e dei diritti connessi su tali opere la possibilità di scegliere liberamente a quale soggetto affidare la gestione di questi ultimi, sia esso un’organizzazione collettiva o un’entità di gestione indipendente privata, anche sita in un altro Paese dell’Unione.

Tale novità – a dispetto delle attese di molti – trova tuttavia un limite nel fatto che lo stesso decreto fa espressamente salva l’applicazione dell’art. 180 dell’attuale legge italiana sul diritto d’autore, il quale – come è noto – individua la Società Italiana Autori ed Editori (“SIAE”) come intermediaria esclusiva per l’esercizio dei “diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione (…) e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate”. Così facendo, il legislatore ha di fatto confermato il monopolio in capo alla SIAE su gran parte delle operazioni di gestione dei diritti d’autore relativi alle opere musicali diffuse online, senza specificare quali attività, de residuo, possano essere affidate dai titolari ad altre organizzazioni collettive o entità di gestione indipendenti. Solo la prassi che si svilupperà nei mesi a venire potrà individuare in concreto quali saranno queste attività in attesa di un auspicato nuovo intervento in materia da parte del legislatore italiano.

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In questo stesso contesto, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “AGCM”, a seguito di plurime segnalazioni provenienti da artisti e società di gestione e intermediazione collettiva privata, lo scorso aprile, con il provvedimento n. 26531, ha avviato un’istruttoria volta ad accertare un presunto abuso di posizione dominante da parte della SIAE (realizzato anche grazie alla partecipazione di Assomusica, Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal vivo) nei confronti di concorrenti attivi nel campo della gestione collettiva di diritti d’autore su opere musicali.

In particolare, la SIAE: i) fornirebbe agli autori servizi affidati alla stessa in via esclusiva dall’art. 180 l.d.a. in via congiunta rispetto a servizi ulteriori non ricompresi da tale riserva; ii) adotterebbe politiche di pricing delle licenze poco trasparenti così da rendere difficoltoso il confronto con le offerte dei concorrenti, realizzando, in alcuni casi, trattamenti preferenziali per determinate categorie di utilizzatori; iii) avanzerebbe richieste di pagamento ingiustificate ad autori i cui diritti sono gestiti da concorrenti e raccoglierebbe royalties per loro conto senza aver ricevuto alcun mandato; e iv) imporrebbe condizioni contrattuali limitative dell’intermediazione da parte di società concorrenti estere. Secondo l’AGCM simili condotte, laddove accertate, configurerebbero “un’unica e complessa strategia di abuso di posizione dominante volta ad escludere i concorrenti dai mercati della gestione e intermediazione del diritto d’autore”, posto che queste sono idonee a ostacolare l’affermazione in Italia di nuove realtà operanti nel mercato potenzialmente più innovative rispetto alla SIAE.

In tale provvedimento, l’AGCM ha inoltre rilevato che all’esito dell’istruttoria valuterà se sia o meno necessario disapplicare l’art. 180 l.d.a. per dare piena applicazione alle norme europee in materia di libera concorrenza, libero stabilimento e libera prestazione di servizi.

Salve possibili proroghe intervenute alla stato non note, l’istruttoria di cui sopra dovrebbe essersi conclusa lo scorso 30 aprile, essendo questo il termine indicato nel provvedimento di apertura: non resta quindi che attendere nei prossimi giorni la decisione dell’AGCM.