Lo sviluppo di Facebook come strumento di marketing ha portato negli ultimi tempi molte aziende a pensare di realizzare concorsi a premi sul famoso social network, senza in realtà essere certe della conformità alla legge dell’operazione.

In effetti la disciplina in materia (dettata essenzialmente dal D.P.R 430/2001) sembra porre alcuni problemi a riguardo. In primo luogo, la normativa impone che le attività relative allo svolgimento delle manifestazioni a premio debbano essere effettuate in Italia, per cui anche i i server del sito internet su cui “gira” il concorso devono essere qui situati. I serve di Facebook invece sono all’estero e non possono essere soggetti a controlli a tutela della fede pubblica. (…)

In secondo luogo, se la determinazione del vincitore avviene attraverso un software, è necessaria la perizia tecnica di un esperto che ne specifichi le caratteristiche, la non manomettibilità e la casualità di estrazione. Nel caso di concorsi su Facebook, questa dovrebbe rilasciare la relazione tecnica che attesti il corretto funzionamento del software per l’individuazione dei vincitori, che tuttavia difficilmente Facebook rilascerebbe.

Infine, far girare un concorso su Facebook vorrebbe dire indirettamente promuovere anche il marchio di quest’ultima, che in teoria dovrebbe pertanto essere una ditta associata ai fini della manifestazione.

Va detto peraltro che secondo i T&Cs di Facebook, i concorsi devono necessariamente girare su Apps. Per aggirare alcuni dei problemi summenzionati, sarebbe ipotizzabile forse fare ricorso ad un’App con server in Italia, il cui sviluppatore certifichi il software. Resta comunque la necessità di prestare rigorosa attenzione agli adempimenti di legge per evitare di incorrere in sanzioni.