La Commissione Europea (“CE”) ha recentemente pubblicato il “Codice dei Diritti Online vigenti nell’UE” (il “Codice”) che riassumesse in modo chiaro e accessibile i diritti di utenti e consumatori digitali nell’UE, disponibile qui: https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/code-eu-online-rights. Si tratta di un vademecum in materia che non introduce nuovi diritti ma si limita a riunire in un unico strumento di consultazione i principi e le norme già presenti nella legislazione comunitaria, rendendo più agevole l’accesso ad essi da parte dei consumatori.

La prima delle tre sezioni che compongono il Codice regola l’accesso e l’utilizzo dei servizi online alla luce dei due principi del “servizio universale” (cap. 1) e della “apertura e neutralità di internet” (cap. 2). In sostanza, nell’Unione Europea va garantito indistintamente un livello minimo di accesso alla rete che sia di buona qualità e a costi abbordabili, con la possibilità di accedere e distribuire informazioni, oltre che di eseguire liberamente servizi e applicazioni. Il Codice riproduce altresì i principi chiave a tutela della privacy (cap. 4), specificando in particolare l’obbligo di informativa e di previo consenso nel caso in cui un sito web memorizzi e recuperi le informazioni dell’utente o le controlli nel corso della navigazione. In aggiunta, è ribadita la riservatezza delle comunicazioni elettroniche, così come il diritto a non ricevere “spam” e ad essere informati nel caso in cui i dati in possesso di un Internet Service Provider siano stati compromessi o violati. (…)

La seconda sezione del Codice è interamente dedicata all’e-commerce (capp. 5-10). In essa sono disciplinati il diritto del consumatore “digitale” a ricevere le informazioni essenziali sul prodotto/servizio prima dell’acquisto online, oltre all’obbligo del fornitore di inviare conferma degli elementi del contratto e indicazione dei propri dati una volta conclusa la vendita online. Sono vietate le clausole contrattuali vessatorie, il marketing aggressivo e, in generale, pratiche commerciali sleali quali la pubblicità con “prodotti civetta”, forniture non richieste e pagamenti per prodotti/servizi presentati come gratuiti. La merce o il servizio acquistati devono essere consegnati entro 30 giorni, con diritto di recesso entro 7 giorni e diritto alla riparazione/sostituzione gratuita in caso di prodotti viziati o non corrispondenti all’ordine (o, in alternativa, diritto a un rimborso o a una riduzione del prezzo).

Il Codice si occupa infine delle eventuali controversie derivanti da transazioni online (cap. 11). In questi casi la competenza appartiene al giudice del luogo in cui il consumatore è domiciliato (con applicazione delle rispettive normative nazionali), a condizione che il fornitore svolga in quello stesso Stato la propria attività o ivi diriga in ogni caso la propria vendita, pur esercitando altrove. Sono poi disponibili mezzi di risoluzione delle controversie alternativi (“ADR”) su cui l’UE mostra di voler puntare: è infatti in via di realizzazione un’apposita piattaforma online finalizzata a facilitare la risoluzione delle dispute attraverso tali meccanismi.